474191_527620463952391_339828660_oL’origine del culto della Madonna di Loreto risale ai primi secoli dopo il Mille. La leggenda narra che l’affresco raffigurante la Vergine, attribuito all’XI-XII secolo, venne scoperto sotto una siepe da un pastore di nome Loreto. Inizialmente fu costruita una Cappella, sostituita intorno al 1805 da un tempio ad una navata. Il tempio venne poi distrutto da un evento atmosferico nel 1826. Con il contributo di tutti i cittadini fu progettata la ricostruzione che durò dal 1827 al 1845 e che portò alla realizzazione dell’attuale tempio a tre navate, soddisfacendo le necessità spirituali dei pellegrini che, soprattutto nel mese di maggio, facevano tappa nella chiesa in occasione della visita al Santuario di S. Michele Arcangelo. A conferma del legame con il culto micaelico del Gargano, è possibile ammirare nella Chiesa una bella statua lignea dell’Arcangelo. La chiesa è di stile rinascimentale e richiama nella facciata le linee essenziali del santuario marchigiano di Loreto. All’interno della chiesa, oltre l’affresco della Vergine collocato sull’altare maggiore, si possono ammirare gli affreschi della cupola, raffiguranti gli Evangelisti, opera del pittore Geremia Di Scanno (1845); alcune tele, come quella raffigurante l’Estasi di S. Stefano, di Giovanni Battista Calò (1756), e l’altra con l’Incoronata di Foggia di Lorenzo Jovino P. (1809); una tela ovale raffigurante S. Michele Arcangelo di autore ignoto e una tavola su cui è dipinta la Traslazione della Santa Casa anch’essa di autore ignoto. Degni di attenzione sono il Calvario e il Cireneo, gruppi settecenteschi in cartapesta di scuola leccese e la statua lignea di S. Michele Arcangelo. Pure al XVIII secolo risale il Crocifisso argenteo della Confraternita lauretana. Ultimamente il Santuario si è arricchito di una pregevole Via Crucis in bronzo e di un Battistero pure bronzeo, entrambi opera dello scultore Franco Sfregola (1994). Proseguendo per la centralissima via XX Settembre e poi su Corso Garibaldi, svoltando per piazza Umberto I, si giunge al cuore della città il suo centro storico.