PALAZZO-DE-NICASTRO_MANFREDONIAImponente palazzo appartenuto alla omonima famiglia di origine normanna in possesso del feudo di Nicastro da cui prese il nome sin dall’XI secolo. Tra i nobili di questa famiglia ricordiamo Ottone vescovo di Ostia e cardinale nel 1088, in seguito ministro di Papa Urbano II presso il re di Francia. Fu Antonio de Nicastro nel 1754 che impegnò Camillo de Lellis, che elemosinava davanti alla chiesa di San Domenico, a lavorare presso il cantiere del restauro del convento dei Cappuccini nell’attuale cimitero.

L’edificio prospetta su via Tribuna con elementi decorativi che si richiamano al barocco con riquadri e tondi che incorniciano balconi e finestre, sottolineando il ritmo delle aperture. Alla sommità la facciata si chiude con un cornicione a semplici modanature con sovrastante parapetto. In alto all’ingresso, su via Tribuna, due putti alati hanno lo sguardo rivolto l’uno verso l’alba e l’altro verso il tramonto, quasi a voler scandire il ritmo del tempo. Caratterizzano ancora la facciata principale due rampe carraie opposte che consentono l’accesso all’androne, con volta a botte, e al cortile scoperto da cui si dirama una scalinata che conduce al piano superiore. Come si può notare oggi, il complesso edilizio, che ha subito diversi rimaneggiamenti, è suddiviso in più unità immobiliari. In questa casa nascque lo storico e musicista Michele Bellucci (1849-1944).